Kali filippino – Purezza ed evoluzione

Il saggio che segue è la traduzione, con il permesso del Dr. Mark V. Wiley, di un suo articolo contenuto nel libro da lui curato:  Arnis: Reflections on the History and Development of Filipino Martial Arts.

Purezza ed evoluzione

Autore: Mark V. Wiley

Nel tentativo di determinare le origine storiche, lo sviluppo e lo stato attuale dell’Arnis, occorre esaminare le proprie convinzioni alla luce dei dati storici e culturali, piuttosto che cercare di adattare il mito alla realtà. E sebbene abbia già presentato alcune nuove idee ed informazioni riguardanti lo sviluppo e la classificazione delle Arti Marziali Filippine in Filippino Martial Culture, successive ricerche hanno portato alla luce nuove informazioni che meritano di essere trattate qui.

Inoltre, poichè l’Arnis è la più popolare tra le Arti Marziali Filippine indigene praticate oggi nel mondo, quest’arte è usata come punto di riferimento per tracciare un probabile trend di sviluppo per le Arti Marziali Filippine in generale. Per fare questo occorre però considerare prima di tuto i numerosi miti che circondano quest’arte e la sua supposta storia.

Riconsiderare l’arte del Kali

Il primo mito che occorre affrontare è la nozione che l’arte del Kali, e per estensione tutte le Arti Marziali Filippine, derivi dal Silat indomalese come risultato delle ondate migratorie degli indonesiani e dei malesi nelle Filippine. Ho già trattato l’argomento precedentemente, come anche Jocano nel Capitolo I di questo volume. Inoltre, sulla base degli ultimi venticinque anni di ricerche antropologiche e archeologiche condotte nelle Filippine dagli studiosi filippini, questa argomentazione non dovrebbe più essere considerata valida. Le cosidette migrazioni “dell’ondata di Beyer”  non sono semplicemente supportate dai fatti.

Conseguenza di questa supposizione è stata l’idea errata che, se il Kali deriva dal Silat ed è la “prima” arte marziale nelle Filippine, allora il Kali deve essere considerata “l’Arte Madre” dal quale derivare tutti gli altri sistemi marziali filippini. Con questa assunzione, arti quali l’Arnis, l’Escrima, Junta, Sikaran ed altre sono state considerate tutte fasi dell’ipotetica originale e completa arte del Kali.

Vi sono numerose lacune in questa teoria, tra le quali la più lampante è che l’arcipelago delle Filippine non è popolato da una singola razza di persone che condividono un unico linguaggio, religione e cultura.

Poichè l’arcipelago fu raggruppato e denominato dagli esploratori occidentali per definire il proprio potere nella politica e nei commerci, la connessione tra gli indigeni e le loro rispettive culture è incindentale e spesso tenue. Inoltre, è altamente improbabile se non impossibile che possa mai essere esistito un qualcosa come un sistema marziale filippino completo che diede origine a tutti gli altri sistemi.

Come conseguenza di queste premesse fu elaborato il contrargomento che, se anche non fosse esistita nessuna “Arte Madre” nelle Filippine, le arti che sono praticate devono essere considerate come parte di un’unica arte. In altre parole è stato proposto che nelle Filippine esistesse una sola arte marziale, tradizionalmente chiamata Kali, e che i vari sistemi praticati in tutte le Filippine fossero semplicemente espressioni individuali di questa singola arte, chiamati in modo differente a causa delle differenze linguistiche dei gruppi.

Di nuovo dobbiamo ribadire che le Filippine sono costituite da centinaia di gruppi etnici, ognuno dei quali ha una propria cultura e un proprio linguaggio, ed è improbabile che si fossero trovati tutti a praticare la stessa Arte Marziale. Piuttosto, come nota Peralta:

La diversità ecologica e i differenti adattamenti culturali delle popolazioni al proprio ambiente, sia fisico sia naturale, hanno portato all’evoluzione di almeno 77 gruppi principali etnolinguistici nell’arcipelago delle Filippine. Questi gruppi sono composti da propri sottogruppi che ammontano a 244, ognuno dotato di variazioni proprie rispetto alla cultura centrale.

Inoltre, la teoria di un’Arte Marziale singola non tiene conto delle differenze nelle tecniche, nell’utilizzo delle armi e nei metodi a mano nuda che sono evidenti tra i gruppi e le proprie tradizioni marziali. Come si può ragionevolmente affermare che l’Arnis moderno, lo Yakan Silat, il Junta, il Kuntao o il Bulteng siano la stessa cosa? Questa ipotesi non ha alcuna base razionale.

Un altro mito riguarda il fatto che il Kali fosse il nome di un’antica arte marziale esistente nelle Filippine prima dell’arrivo degli spagnoli nel XVI° secolo. Sebbene l’argomento sia già stato affrontato in numerosi saggi, compresi  alcuni presenti in questo volume, desidero brevemente riprenderlo.

La nozione di Kali e dei suoi collegamenti storici con il passato è stata documentata per la prima volta nel Mga Karunungan sa Largon Arnis di Yambao. L’autore, partendo dalla somiglianza linguistica di questa ad altre parole, elabora la tesi di cui sopra trovando come unica testimonianza di quest’arte un dizionario locale che, in ogni caso, non è più disponibile per essere verificato. Il dizionario inoltre era quello di uno specifico gruppo etnico e non quello dell’intera lingua di una nazione, e sicuramente non era collegato alla cultura mussulmana da cui molti fanno derivare il Kali. Come notato da Jocano, la pretesa che il Kali fosse il nome di un’Arte Marziale Filippina pre-ispanica si basa esclusivamente sull’assunto di caratteristiche linguistiche condivise. Ma considerazioni esclusivamente linguistiche non sono sufficienti per stabilire una relazione tra una cosa ed un’altra. Inoltre, non è mai stata riscontrata neanche una singola testimonianza dell’utilizzo della parola “Kali” in nessun documento o manoscritto pre-ispanico o coloniale, nè in nessuna storia popolare o altrove.

Ci si potrebbe chiedere allora: se il Kali non è quello che tanti pensano, e magari non è neanche un sistema marziale tradizionale filippino, perchè tanti maestri filippini contemporanei utilizzano questo termine per il proprio sistema?

La risposta, accennata altrove e discussa in maggiore dettaglio nel Capitolo 19, si trova in ragioni di natura economica e di comodità. Quando l’utilizzo del termine “Kali” divenne di moda, agli inizi degli anni ottanta (in modo particolare negli Stati Uniti), molti praticanti occidentali furono indotti a credere alle storie di cui abbiamo appena parlato. Di conseguenza, quando avvicinavano un maestro di Arnis o di Eskrima, erano soliti chiedergli se conoscesse e fosse disposto ad insegnare loro “l’antica Arte del Kali“.  Molti maestri non avevano idea a cosa si riferissero gli studenti e rispondevano “No“, con l’unico risultato di perdere allievi. Dopo un pò alcuni maestri cambiarono il nome della loro arte adottando il termine Kali (o incorporandolo nel nome della propria arte). Ne sono esempio il Pekiti Tirsia Arnis, Olistrissimo Eskrima, Lightening Scientific Arnis. Quando fu chiesto ad Antonio Ilustrisimo, nel suo ultimo periodo, perchè avesse cambiato il nome della sua arte, egli rispose che gli stranieri venivano da lui con del denaro per imparare il “Kali“, così insegnò loro quello che sapeva. Ancora, Abner Pasa di Cebu afferma che molti eskrimador  del posto considerano “Kali” il termine americano per Arnis. E, se gli studenti occidentali vogliono chiamarlo “Kali“, questo non costituisce un problema per i maestri di Arnis e di Escrima con i quali studiano. Essi continueranno ad insegnare agli studenti la propria arte di combattimento, incuranti del nome che la gente desidera attribuirle. Infatti le Arti Marziali Filippine sono maggiormente interessate all’individualità e alla concretezza che al lineage e allo stabilire il nome di un sistema (il che risulta evidente osservando quanto spesso i nomi dei sistemi cambiano).

In conclusione, sebbeme il Kali possa essere stato il nome di una specifica arte di combattimanto praticata in una specifica località di Luzon (in base a quanto riferito da Yambao, ancora da verificare), in nessun modo è lecito inferire che il Kali possa essere collegato ad altre località del Sud-Est Asiatico, o che possa essere considerato l’Arte Madre di tutti i sistemi filippini, o che esistesse prima dell’arrivo di Magellano nel 1521, almeno fin quando non venga prodotta una qualche solida prova per affermare tutto ciò.

Influenze esterne, non origini

Considerato tutto ciò, la supposizione che le Arti Marziali Filippine siano derivate in toto da quelle di un altro paese o cultura, non è solo naive ma anche razzista. Vorrebbe dire che il filippino preistorico era alla mercè di chiunque fosse venuto in contatto con lui, non avendo nessun metodo difesa indigeno proprio. Tuttavia le testimonianze dell’arcipelago indicano il contrario. Inoltre, mentre arti come il Silat ed il Kuntao possono essere state portate nelle Filippine dagli immigrati e dai commercianti di altri paesi che si insediarono e crearono nuove comunità, queste arti, al pari di altri elementi propri della loro cultura, rimasero confinate all’interno dei gruppi in questione. Negli ultimi cinquant’anni, le cosidette arti marziali asiatiche moderne, come il Karate, l’Aikido e il Wushu, sono arrivate nelle Filippine, ma nessuno potrebbbe affemare che le recenti innovazioni nell’Arnis siano dovute esclusivamente alla crescita di queste arti. E, poichè le arti del Silat e del Kuntato sono rimaste dominio di certe minoranze etniche e hanno avuto pochissima diffusione presso il resto della popolazione delle Filippine, le arti del Karate e del Wushu sono diventate popolari nei centri urbani e la loro influenza non si è estesa granchè verso i praticanti che hanno mantenuto pochi contatti con questi posti, come Manila e Cebu.

Forse un argomento più solido al riguardo delle orgini dell’Arnis è che esistevano già dei sistemi di combattimento indigeno tra le varie popolazioni prima dell’arrivo dei colonizzatori indo-malesi, cinesi ed europei. Queste arti e i loro rispettivi sistemi di combattimento che possono essere osservate in varie manifestazioni oggi tra questi gruppi, appaiono molto differenti rispetto a quello che viene praticato oggi come Arnis.

Dal punto di vista antropologico, l’identità etnica è soggetta a cambiamento. Questi cambiamenti sono molto spesso il risultato di circostanze impellenti, siano esse il contatto culturale con gruppi esterni o cambiamenti nelle condizioni di vita o nei luoghi.

Come risultato del contatto con praticanti di Silat o Kuntao, le arti marziali indigene filippine esistenti nelle aree colonizzate dagli indo-malesi o i cinesi, subirono probabilmente dei cambiamenti per adeguarsi ai nuovi stimoli. Tuttavia, le arti praticate in aree non in contatto con i gruppi malesi o cinesi non ricevettero gli stessi stimoli e quindi non furono affette dai cambiamenti nella stessa misura. Questo è il motivo per cui le arti di combattimento degli Ifugao e dei Kalinga di Luzon sono così differenti da quelle dei Tausug e dei MatigSalug di Mindanao.

Inoltre i cambiamenti culturali tendono ad essere radicati nei più grandi cambiamenti delle condizioni e degli stili di vita, i quali sono esssi stessi spesso collegati a specifici momenti o eventi nella storia della cultura in questione. L’esempio più ovvio nello sviluppo dell’Arnis è rappressentato dalla venuta degli spagnoli nelle Filippine, con la loro colonizzazione religiosa forzata, i nuovi sistemi educativi imposti e le nuove condizioni di vita risultanti.

Non solo fu creato un nuovo gruppo etnico (Mestizo) e una nuova classe all’interno di quel gruppo (Illustrado), ma furono create città, trasformando zone rurali poco popolate in centri urbani sovraffollati, nei quali furono imposti rigide regole sociali.

Furono probabilmente i 333 anni di regno spagnolo nelle aree di Luzon e Visaya che portarono alla trasformazione dei sistemi di combattimento indigeni filippini, basati sul combattimento di gruppo per la guerra sui campi di battaglia, in sistemi difensivi civili focalizzati attorno ai bisogni individuali di autodifesa. Da questo derivò il cambiamento nella tipologia delle armi e nella struttura delle tecniche in modo da adattarsi all’utilizzo in aree più piccole e più popolate, sotto la giurisdizione del codice penale. E’ questo il motivo per cui i moderni sistemi di combattimento che si possono osservare oggi in Manila non utilizzano armi di battaglia a lungo raggio, come cerbottane, lance e scudi.

Quindi si può dire che, sebbene la Arti Marziali Filippine non derivino da una singole fonte o da un singolo sistema di combattimento, furono influenzate in vario modo dalle arti di combattimento portate nelle Filippine dalle culture esterne. In aggiunta, mentre alcuni gruppi etnici “adottarono” le tecniche e i metodi di allenamento stranieri, altri non lo fecero. E, anche per quanto riguarda i metodi che furono importati, essi furono adattati nella loro essenza piuttosto che adotatti e basta.

Verso una classificazione

In The Filipino Martial Arts as Taught by Dan Inosanto, Inosanto e Johnson classificano le Arti Marziali Filippine in sistemi del Nord, del Centro e del Sud. Tra i sistemi del Nord essi includono i sistemi di Arnis dell’isola di Luzon, tra quelli del Centro includono i sistemi di Eskrima trovati tra i Visaya e tra i sistemi del Sud includono l’arte del Kali praticata da filippini mussulmani di Mindanao. Vi sono numerosi problemi con questa classificazione, tra cui il fatto che la maggior parte dei sistemi di Arnis e di Eskrima sono molto simili; che non è stata trovata nessuna arte chiamata Kali tra i filippini mussulmani; e che gli arnisador delle filippine quando parlano di “Sud” intendono Visaya e con Mindanao intendono la cultura Visaya. Inoltre questa teoria non considera i gruppi tradizionali che praticano arti di combattimento non legate all’Arnis o al “Kali“.

In Filipino Martial Culture ho presentato un nuovo metodo di classificazione per le Arti Marziali Filippine: antiche (esistenti prima dell’arrivo degli spagnoli), classiche (sviluppate durante o come risultato dell’occupazione spagnola) e moderne (sviluppate dopo la Seconda Guerra mondiale). A seguito di ulteriori ricerche, ho espanso queste tre categorie base in modo da poterle adattare agli argomenti di questo saggio.

Partendo dalla classificazione di sopra, le Arti Marziali Filippine possono essere raggruppate in cinque categorie più specfiche. Quindi, la categoria “antica” può essere allargata a includere i vari sistemi di combattimento degli indidegni filippini e dei filippini mussulmani (con antenati indiani o malesi); la categoria “classica” si restringe ad includere le arti di combattimento delle filippine cristianizzate sviluppate come risultato dell’occupazione spagnola; la categoria “moderna” si espande ad includere i sistemi di combattimento contemporanei delle filippine cristianizzate e le moderne interpretaizoni filippine delle arti marziali importate dopo la Seconda Guerra mondiale. Sebbene questa classificazione sia ancora molto generica, può aiutare forse a inquadrare in modo più chiaro le Arti Marziali filippine nei termini della varietà di culture esistente nell’arcipelago e le rispettive identità e culture.

Con gruppi etnici così numerosi residenti nelle filippine, ognuno con le proprie caratterisitiche e i propri contatti culturali, dovrebbe essere evidente che l’Arnis non può essere originato dal Silat o dal Kuntao o da qualsiasi altra fonte singola. Inoltre non può esservi stata nessuna “arte madre” filippina originale dal quale derivare tutte le altre. Forse la cosa più importante è che ogni singolo gruppo nell’ambito della classificazione di sopra, mantiene  la propria identità e viene influenzato in modi differenti dagli stimoli esterni, continuando a evolversi secondo una propria strada. Le Arti Marziali filippine in generale, e l’Arnis in particolare, dovrebbero essere viste come un prodotto del tempo e dello spazio.

In essenza, le differenti arti di ogni gruppo presente nelle Filippine, dovrrebbero essere oggetto di specifiche ricerche, studi e documentazione che rispettino le peculiarità della loro storia e delle loro tradizioni, e non essere raggruppate sotto i termini generici di Kali, Eskrima, Arnis, come se fossero un’unica cosa con una storia lineare. In quest’area è necessario fare ancora molte ricerche.

 

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