DIFESA PERSONALE FEMMINILE: SICUREZZA PERSONALE E REGOLE
In linea di massima tutti noi abbiamo delle regole riguardo alla nostra sicurezza personale, regole relative a comportamenti o situazioni che siamo sicuri non permetteremmo mai che accadessero: magari ci diciamo che non faremmo mai entrare uno sconosciuto in casa, che non saliremmo mai in macchina con una persona che non conosciamo, che non cammineremmo mai in un vicolo buio, etc. etc.. In realtà, probabilmente abbiamo fatto tutte queste cose, a volte senza rendercene conto. In quanto esseri umani siamo molto abili nel convincerci che le nostre “regole” non si applicano a una situazione o a una persona specifica, a trovare eccezioni o giustificazioni che ci consentano di non rispettarle come ad esempio il voler evitare di apparire scortesi o paranoici.
Ad esempio, una “regola” a cui molte donne dichiarano di attenersi è quella di non salire mai in macchina con uno sconosciuto. Il problema è che i predatori (stupratori, aggressori sessuali, ecc.) lo sanno bene e per questo fanno molta attenzione a non presentarsi come “sconosciuti” ma riformulando il contesto in modo da assumere un ruolo diverso, più familiare e sicuro.
Quando hai adottato per la prima volta regola che di non salire mai in auto con uno sconosciuto probabilmente hai avuto in mente uno scenario specifico: ad esempio, un’auto inizia a seguirti mentre cammini lungo una strada. Ad un certo punto, poco avanti a te, il conducente si ferma – forse aprendo la portiera del passeggero – e ti offre un passaggio, magari dicendoti che è diretto nella tua stessa direzione. Nell’immaginare questo scenario ti prepari già una risposta da dare, ad esempio dire che non hai fretta o che c’è già un amico che ti sta venendo a prendere, etc. etc. Questo però non è il modo in cui i predatori convincono le persone a salire in macchina con loro nella realtà.
Innanzitutto occorre valutare e, eventualmente, cambiare la definizione di “sconosciuto“.
Uno sconosciuto è chiunque non si conosca, o di cui non si abbia sufficiente esperienza, relativamente a come agirà e si comporterà in una determinata situazione, contesto o scenario. Potresti credere di “conoscere” un collega di lavoro che ti ha chiesto di uscire, ma in realtà lo conosci solo in un contesto legato al lavoro, non lo conosci in un contesto romantico. In una situazione romantica, il tuo collega di lavoro è, e dovrebbe essere trattato, come uno sconosciuto. La tua esperienza con lui e le tue aspettative su come agirà e si comporterà sono limitate a un contesto molto specifico: l’ambiente lavorativo. Non sai come agirà, reagirà, si comporterà e risponderà in un contesto diverso. A tutti gli effetti, il tuo collega di lavoro, è uno sconosciuto in qualsiasi situazione al di fuori del lavoro. Se l’amico del tuo ragazzo si presenta a casa tua quando il tuo partner non c’è e tu non li hai mai visti in una situazione del genere, allora dovrebbe essere trattato come uno sconosciuto.
Quindi come fanno i predatori sessuali a convincere le donne a salire “volontariamente” in macchina con loro? Cambiano il contesto in modo da non essere considerati sconosciuti. Immagina una situazione in cui sei in un ristorante a cena con qualcuno, la serata sta andando bene e la persona che hai incontrato suggerisce di andare insieme in un altro luogo come un bar o una discoteca per continuare la serata, e tu sei d’accordo. Mentre vi dirigete verso le rispettive auto nel parcheggio, questa persona suggerisce che dovreste prendere la sua auto, dato che non gli dispiace essere il conducente designato, eccetera. Cosa fai? Rifiuti o accetti? La persona sembra simpatica e responsabile (sarà il conducente designato), e l’appuntamento sta andando bene, quindi come dovresti rispondere senza offenderlo? La situazione è sicura o pericolosa?
La verità è che non c’è un modo facile per dire se la persona è un predatore sessuale, ma è sicuramente uno sconosciuto, anche se è un collega di lavoro. Saliresti mai in macchina con uno sconosciuto?
Se sei mai salito in macchina con un conducente che non era qualcuno che conosci, ma l’amico di un amico, puoi dire di essere stata in macchina con uno sconosciuto. Questo non significa necessariamente che eri in pericolo, solo che sei stata disposta a infrangere una regola che avevi intenzione di seguire per la tua sicurezza. Tutti lo facciamo. Ecco perché seguire semplicemente “buone regole” non funziona e dobbiamo invece imparare le risorse per valutare, di volta in volta, il rischio nelle situazioni in cui ci troviamo.
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