Arnis – L’arnisador come combattente a mani nude

L’articolo che segue è la traduzione, con il permesso del Dr. Daniel Go, di un articolo pubblicato sul suo giornale, Rapid Journal, il cui originale è reperibile al seguente link ospitato sul sito da lui curatohttp://www.rapidjournal.com/

The Arnisador as a Barehanded Fighter
Di: Perry Gil S. Mallari
RAPID Journal, Vol. 6 No. 3, 2002

Forse l’ultima domanda alla quale un arnisador deve rispondere è se egli sarebbe in grado di combattere senza bastoni. Vi sono tanti stili di arnis, alcuni hanno sistemi di combattimento a mani nude molto sofisticati mentre altri trattano l’argomento molto superficialmente. Queste forme non armate il più dele volte sono la fusione di sistemi filippini, malanesiani, indonesiani, cinesi, giapponesi e occidentali. Ma, se un arnisadors si allenasse quasi esclusivamente con i bastoni, sarebbe ancora in grado di condurre un buon combattimento disarmato? Io credo di si. A mio parere la più grande forza delle arti marziali filippine risiede nel fatto che sviluppano degli attributi piscologici chiave. Presenterò di seguito dei concetti e dei principi insiti nella struttura di combattimento dell’arnis che rendono il suo praticante un avversario di tutto rispetto anche in assenza di sofisticate abilità di combattimento a mani nude.

Esplosiva pressione in avanti

L’arnis e il wing chun hanno in comune l’utilizzo di un’esplosiva pressione in avanti. I combatenti di queste arti tirano i loro colpi con un’improvvisa esplosione di energia. I paticanti di arnis che hanno profondamente integrato questo instinto nei loro cervelli risponderanno nella stessa maniera sia che abbiano sia che non abbiano in mano un’arma. Questo semplice concetto è il motivo per cui capita che combattenti da strada sconfiggano degli artisti marziali. A volte, solo a volte, una superiore aggressività può avere ragione di una superiore struttura.

Capacità di collegare le tecniche le une alle altre

Un altro attributo sviluppato dall’addestramento armato dell’arnis, che il praticante ne sia o meno consapevole, è la capacità di collegare le tecniche tra di loro. Non vedrete mai un bravo praticante di arnis intralciarsi con le proprie braccia mentre effettua le tecniche. Gli esercizi del sinawali e altri esercizi aiutano il praticante a coordinare i movimenti della mano destra con la sinistra. Ancora, ritengo che l’istinto si manifesterebbe anche in un combattimento disarmato, sia a scopo difensivo che offensivo, a prescindere dal livello di abilità nel combattimento a mani nude dell’arnisador.

Colpire piuttosto che parare

Il concetto principale del combattimento di bastone filippino è di incapacitare l’avversario colpendo la sua mano armata (neutralizzare il serpente). Semplificando questo concetto, si arriva al concetto di colpire piuttosto che parare ogni volta che è possibile. Il principio di neutralizzare il serpente trasferito al combattimento a mani nude significa semplicemente tirare pugni ai pugni e calci ai calci. Con o senza armi un arnisador programmato per rispondere in questo modo distruggerà automaticamente qualsiasi cosa invaderà il suo spazio.

Trapping

Il maestro di kali Ben Largusa una volta disse che vi sono tre elementi di difesa nel kali. Il primo è la parata o il blocco iniziale; il secondo è il fattore di sicurezza, la fase nella quale la mano viva immobilizza l’arma dell’opponente impedendone ogni successivo uso (questo è trapping nel senso più puro); il terzo è il colpo mortale. L’utilizzo della mano viva e l’argomento del trapping può apparire molto tecnico per certi aspetti ma credo che debbano considerarsi abitudini ed istinti da sviluppare piuttosto che un insieme di tecniche da memorizzare. Quando si assapora la puntura del bastone, instintivamente si iniziano a sviluppare dei modi per colpire da una posizione di relativa sicurezza, ossia da posizioni nelle quali si possono lasciar andare i propri colpi limitando le possibilità di essere colpiti. Un esempio semplice di trapping è immobilizzare (afferrare, ruotare, bloccare, etc.) con la propria mano debole e colpire con quella forte.

Potenza

Anni di colpi con i bastoni inevitabilmente porteranno a sviluppare due aspetti, collegati con la potenza. Uno è la capacità di applicare dei movimenti a frusta ai propri pugni (motivo per cui alcuni pugili tagliano la legna con l’ascia, al fine di sviluppare la torsione del corpo) e il secondo è lo sviluppo di una presa molto forte. Un pugno che colpisca con potenza è un indubbio vantaggio in un combattimento in piedi, così come una presa molto forte in un combattimento al suolo. Un avversario che possieda questi attributi, sia esso un combattenete scientifico o meno, è comunque qualcuno a cui prestare attenzione.

Riflessi

Se sei in grado di schivare un bastone che viene verso di te, non vedo nessun motivo per cui non debba fare lo stesso con un pugno. Quindi alla fine di cosa stiamo parlando? Una scorciatoia per l’invincibilità nel combattimento a mani nude? No. Non vorrei essere frainteso, non sto offrendo una soluzione semplicistica per il combattimento disarmato o affermando che il tranining nel pangamut (combattimento disarmato) sia supefluo. Non è questa la mia intenzione. Il mio scopo è semplicemente presentare la natura estremamente pragmatica dell’arnis e i suoi immensi benefici anche ai livelli più elementari.

La pratica delle arti marziali filippine è come uno lago profondo, puoi immergerti fino a raggiungere le profondità che desideri. Ai non iniziati faccio un invito: tuffatevi, l’acqua è buona.

Copyright © RAPID Journal 2002

Le Arti Marziali Filippine (Kali – Escrima – Arnis) sono oggetto di studio nella Scuola di Arti Marziali YuDeLong di Torino. Se interessati, qui potrete trovare maggiori informazioni sui nostri corsi di Kali mentre  qui potrete trovare i nostri contatti.

Arti Marziali Tradizionali – Kung Fu e Kali a Torino

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