Kali filippino – Sinawali

L’articolo che segue è la traduzione, con il permesso dell’autore, AJ Ruiz, di un suo post il cui originale è reperibile al seguente link, ospitato sul sitohttp://www.fmapulse.com .

Il Sinawali

 

La traduzione letterale del termine Sinawali è “intrecciare“, una tecnica fondamentale delle Arti Marziali Filippine. Le combinazioni sono senza fine, andando da soli 4 colpi fino a 16.  Master Joseph Bautista dello stile Eskabo Daan e Guro Jay Jasper Pugao dello stile Visayan Style Corto Kadena hanno offerto la loro interpretazione di questa tecnica.

Alla richiesta di spiegare cosa è il Sinawali, Bautista risponde: “Il Sinawali è uno schema utilizzato sia con armi da impatto, che con lame o a mani o con un mix di questi tre aspetti. Sinawali significa intrecciare, è una continua ripetizione dello stesso schema. Si può trattare di uno schema molto semplice o di uno molto complicato. Può variare in altezza e in direzione.”

Alla domanda cosa il Sinawali insegna allo studente, Pugao risponde: “Il Sinawali insegna il ritmo, il timing e la stratificazione. Per stratificazione intendo che se si sta attaccando con differenti angoli e le lame si muovono le une sulle altre, danzando con le proprie braccia, occorre essere in grado di stratificare, ossia intrecciare, altrimenti si finirà con il tagliarsi.”

Entrambi concordano che l’abilità di fluire è una caratteristica distintiva delle Arti Marziali Filippine, e che il Sinawali insegna proprio questo.  “Se fai caso a tutti gli esercizi che facciamo, a tutte le tecniche che eseguiamo, si tratta di un fluire da una posizione chiusa. Infatti nulla funziona in modo ideale, ma idealmente bisognerebbe essere in grado di fluire da qualsiasi posizione. Se si viene interrotti o contrastati in un flusso, il proprio compito consiste nell’andare avanti e non fermarsi, semplicemente fluire nella fase successiva”, aggiunge Bautista.

Anche Pugao ritiene che le differenti variazioni hanno lo scopo di insegnare l’adattabilità all’artista marziale. “Le variazioni esistono per preparare l’artista marziale alla dinamica fluidità di un movimento continuo. Lo schema intrecciato prepara l’artista marziale ad allenare il corpo e la mente ad eseguire combinazioni e variazioni in quanto il proprio avversario non rimarrà passivo.”

Gli schemi sono pensati per insegnare il coordinamento nell’utilizzo di due armi. “La maggior parte delle Arti Marziali Filippine che utilizzano le doppie armi hanno la propria versione del Sinawali. Io non ho condotto nessuna ricerca storica sull’argomento, ma ritengo che tutti i nostri stili abbiano questo esercizio.”

Le differenti variazioni insegnano anche all’artista marziale ad attaccare le aree vitali del corpo, un concetto conosciuto come “tagliare il serpente.

“Per noi il Sinawali vuol dire attaccare le articolazioni, quali il polso, il gomito, le spalle e tutte le parti del corpo che, una volta rotte, ridurranno la determinazione del proprio aggressore ad attaccarti. Si tratta di rimuovere il veleno del serpente tagliando, rompendo, avvinghiando o bloccando queste specifiche parti” afferma Pugao.

“Il Sinawali va dove tu hai necessità che vada. I Sinawali possono essere difensivi e offensivi allo stesso tempo, quella che è una parata può essere un colpo e quello che è un colpo può essere una parata” aggiunge Bautista.

Il Sinawali è solo una parte del bagaglio tecnico delle Arti Marziali Filippine che viene universalmente utilizzato ma rimane poco conosciuto alle masse. Noi della scuola Eskabo Daan ci adoperiamo per promuovere le Arti Marziali Filippine e trasmetterle alle generazioni future.

Le Arti Marziali Filippine (Kali – Escrima – Arnis) sono oggetto di studio nella Scuola di Arti Marziali YuDeLong di Torino. Se interessati, qui potrete trovare maggiori informazioni sui nostri corsi di Kali mentre  qui potrete trovare i nostri contatti.

 

 

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