L’articolo che segue è la traduzione, con il permesso del Dr. Ben Judkins, della prima parte di un suo post il cui originale è reperibile al seguente link ospitato sul sito da lui curato: http://chinesemartialstudies.com/.
La seconda parte è reperibile al seguente link:
Kung Fu – Wing Chun – Il Chi Sao e il modello disperso
Kung Fu – Wing Chun – Il Chi Sao e il suo contesto sociale

Ip Man pratica Chi Sao con Moy Yat
Introduzione
Piuttosto che affrontare un’approfondita discussione storica, il post di oggi vuole essere una personale riflessione sul ruolo del Chi Sao, o addestramento delle mani appiccicose, nel moderno lineage di Wing Chun di Ip Man. Questo non vuol dire che non vi sarà della storia. Vi sarà ma cercherò di rimanere in topic.
Per coloro che non hanno dimestichezza con questa pratica, il Chi Sao fa parte di una più grande famiglia di “esercizi di sensibilità” presenti in molte (sebbene non in tutte) Arti Marziali Cinesi. Probabilmente l’esempio meglio conosciuto di questa particolare forma di addestramento è l’esercizio delle “mani che spingono” del Taijiquan. Tuttavia, anche il più semplice confronto fa emergere il primo di due problemi che devono essere affrontati prima di procedere.
Sebbene per molti versi simile, il Chi Sao non è le “mani che spingono”. Entrambi gli esercizi rappresentano un’astrazione a partire dallo sparring libero e cercano di educare i loro praticanti alle risposte adatte a certi tipi di contatti e pressioni. Tuttavia essi si basano su differenti assunti e su proprio logiche. Esistono numerosi esercizi di sensibilità, ognuno con delle sue caratteristiche peculiari. Inoltre sospetto che nell’ambito della comunità del Wing Chun, vi sia una tale varietà nel modo di intendere gli obiettivi del Chi Sao e il modo in cui dovrebbe essere eseguito, che sarebbe sbagliato raggruppare tutto sotto un’unica etichetta.
Tutto questo per dire che è difficile parlare in termini eccessivamente generici del Chi Sao. E’ qualcosa su cui la maggior parte dei praticanti di Wing Chun spende molto tempo per cui ognuno avverte naturalmente un senso di titolarità su questo particolare metodo di allenamento. Per quanto le riflessioni che seguono cercheranno di essere le più generiche possibili, alla fine le mie osservazioni rifletteranno inevitabilmente il mio lineage e la filosofia con cui mi alleno. Il vostro lineage potrebbe essere diverso.
Il secondo problema da affrontare quando si cerca di parlare del posto del Chi Sao nell’addestramento del Wing Chun è di natura più storica. Ho detto che questa sarebbe stata una riflessione personale, ma la curiosità storica è un’importante parte di ciò che io sono e del modo in cui approccio l’allenamento. In parole povere, la pratica del Chi Sao è il cuore dle Wing Chun moderno (almeno all’interno del mio lineage e nella maggior parte delle scuole di cui sono a conoscenza), ma non è sempre stato così.
Una storia sociale del Chi Sao
Quale era l’allenamento tradizionale del Wing Chun durante la generazione di Leung Jan? Per essere completamente onesti non ne ho idea, e personalmente sospetterei di chiunque proponesse delle risposte semplici e sicure. Abbiamo pochissime fonti scritte di quel periodo e la maggior parte delle tradizioni orali che esistono nel mondo del Wing Chun moderno sembrano essere state largamente rielaborate in tempi recenti.
Ma possiamo essere più precisi al riguardo dell’epoca di Chan Wah Shun. Le testimonianze indicano che chi arrivava da Foshan (come Jiu Wan o Ip Chun o Ip Ching) in Hong Kong rimaneva sorpreso dal modo in cui Ip Man (studente di Chan) insegnava la sua arte.
Con tutto il parlare di “lignaggi perduti” non è raro sentire chiedersi se Ip Man “cambiò la sua arte” durante il suo periodo in Hong Kong. Stava ancora insegnando ciò che aveva appreso agli inizi del secolo? Le varie testimonianze oculari che abbiamo, risalenti agli anni ’50 e ’60, sembrerebbero indicare che quello che insegnava era chiaramente identificabile come Wing Chun. I maggiori cambiamenti sembravano riguardare il modo in cui lo stava insegnando a una generazione più giovane, urbanizzata e moderna di studenti.
Come indicato da numerose testimonianze, Ip Man semplificò la presentazione del materiale ed adottò qualcosa di simile a un curriculum informale. Egli rigettò molte delle trappole culturali del Wing Chun, quali i distici in rima usati nelle Arti Marziali Cinesi per centinaia di anni, così come i concetti quali gli otto trigrammi e i cinque elementi. Inoltre, sebbene Ip Man avesse una qualche conoscenza dei sistemi di medicina tradizionale cinese dei suoi insegnanti, non sembra che vi facesse riferimento nel suo insegnamento. Come molti cittadini di Hong Kong dell’epoca, egli si rivolgeva alla medicina occidentale quando seriamente ammalato.
Un altro cambiamento ha meno a che fare con quello che insegnava quanto con il come lo insegnava. Al pari di altri sistemi di combattimento, il tipo di insegnamento del Wing Chun che poteva essere osservato in Foshan durante gli anni ’20 era caratterizzato da lunghi periodi di addestramento delle posizioni e dei movimenti prima dell’introduzione delle tecniche più combattive. Capendo che alla giovane e mobile generazione di Hong Kong questo non sarebbe andato bene, stanto a quanto riferito dai figli di Ip Man, egli anticipò di molto nel curriculum l’introduzione all’addestramento delle mani appiccicose, a mano singola e a mano doppia, al fine di aumentare la presa sugli studenti.
Questa mossa ha senso su più livelli. Innanzitutto, le mani appiccicose possono essere molto divertenti. E’ più un gioco che un tipo di sparring, ma è un gioco nel quale qualcuno può venire colpito nella testa in modo abbastanza forte se non fa attenzione a quello che fa. Mentre insegna la sensibilità, il Chi Sao può essere anche molto dinamico e competitivo. Molte suole oggi fanno il possibile per mantenere l’esercizio a un livello tranquillo tuttavia, man mano che vengono introdotte tecniche sempre più avanzate e strutture più aperte (non coperte dal ponte), quello che è iniziato come un gioco si avvicina sempre di più allo sparring. Ip Man sperava che questi elementi del Chi Sao avrebbero aiutato nel far rimanere gli studenti e, a giudicare dai numeri, sembrerebbe che avesse ragione.
Ovviamente, introducendo il Chi Sao prima, Ip Man fu anche obbligato a insegnare le tecniche di base offensive e difensive all’inizio del processo di istruzione. Furono abbandonate le settimane e i mesi di allenamento delle posizioni. Invece gli studenti potevano essere equipaggiati con una discreto kit di abilità di autodifesa in pochi mesi.
Un certo numero di commentatori (primo fra tutti Leung Ting), hanno ipotizzato che questo cambiamento nel modo in cui l’informazione veniva trasmessa fu responsabile di gran parte del successo del Wing Chun nel mercato di Hong Kong. Studenti novizi venivano dotati di tecniche di combattimento, di un luogo in cui affinare queste abilità in un ambiente semi-competitivo e di innumerevoli occasioni di provarle negli incontri semiclandestini che erano comuni sui tetti di Hong Kong a quell’epoca. Man mano che acquisivano esperienza in entrambe le arene divenivano noti come abili combattenti in confronto con altri studenti della stessa età. Questa reputazione quindi attrasse talenti ancora più atletici alla porta di Ip Man.
La forte enfasi sull’allenamento del Chi Sao che si osserva in gran parte del Wing Chun di oggi (sicuramente nella branca di Hong Kong) sembra essere un artefatto del desiderio di Ip Man di costruire un certo tipo di scuola in uno specifico tempo e luogo. Potrebbe essere eccessivo dire che il Chi Sao ha reso il Wing Chun quello che è oggi, ma sicuramente gli diede una forte spinta in quella direzione.
Nella mia (ammetto parziale) lettura di questi eventi, il Chi Sao probabilmente funzionò come un efficace strumento di allenamento per due motivi. Dopo il primo paio di anni gli sforzi di Ip Man di costruire una scuola ebbero abbastanza successo, coinvolgendo un vasto numero di studenti nella pratica. Questa è una di quelle attività che trae beneficio dalla presenza di diverse braccia con cui incrociarsi nell’ambito di un variegato gruppo di praticanti.
Un secondo luogo, un’alta percentuale di questi studenti era effettivamente coinvolta nei bemio, le sfide giovanili, una sottocultura che afflisse notevolmente i genitori e le autorità civili di Hong Kong negli anni ’50 e ’60. Quindi gli studenti avevano delle effettive esperienze di combattimento e probabilmente si aspettavano di farne ancora di più nel futuro. Ritengo che individui con questo specifico background fossero più abili nell’assorbire le abilità che il Chi Sao vuole trasmettere senza cadere nella trappola di confondere l’astrazione dell’esercizio con la realtà del combattimento (almeno nei termini che loro sperimentavano).
Quindi questo vuol dire che il Chi Sao è sempre un efficace strumento di addestramento? Probabilmente no. Come suggerisce la discussione di sopra, vi sono numerosi altri fattori in gioco.
Hong Kong nell’era post seconda guerra mondiale, era in qualche modo un caso particolare nell’ambito dell’istruzione delle arti marziali. Il vasto numero di stili presenti nella città, le tensioni sociali risultanti dall’afflusso di rifugiati, i problemi economici e la peculiare storia culturale della città, furono fattori che contribuirono alla cresctia di un’ampia gamma di tradizioni marziali.
Tuttavia, questo modello di sviluppo estremamente concentrato, che vedeva così tanti studenti attivi per stabilire scuole e stili, non era la norma nel sud della Cina. Consideriamo ancora una volta la storia del club di arti marziali Phoenix Village Boxing che ho trattato in uno post precedente.

Il Wing Chun è oggetto di studio nella Scuola di Arti Marziali Yu De Long di Torino. Se interessati, qui potrete trovare maggiori informazioni sui nostri corsi di Kung Fu per bambine/i e ragazze/i , qui potrete trovare maggiori informazioni sui corsi di Wing Chun Kung Fu per adulti, mentre qui potrete trovare i nostri contatti.