Kung Fu – Wing Chun – Fu Ip Man a inventare il mito di creazione del Wing Chun?

 L’articolo che segue è la traduzione, con il permesso del Dr. Ben Judkins, della prima parte di un suo post il cui originale è reperibile al seguente link ospitato sul sito da lui curatohttp://chinesemartialstudies.com/.
Ip Man non si limitò a portare il Wing Chun in Hong Kong, ma trasmise anche un ricco corpo di conoscenze e di leggende su di esso.

Kung Fu – Wing Chun – Fu Ip Man a inventare il mito di creazione del Wing Chun?

Molti dibattiti nel mondo del Wing Chun moderno sono incentrati sulla questione del lineage. La gente vuole conoscere quale espressione del Wing Chun esprime meglio la sua essenza, quale può essere considerato davvero “autentico. Spesso si assume che l’autenticità deve essere espressa in termini storici. Alcuni pertanto concludono che la branca più antica del Wing Chun deve essere quella più “vera”.

Inutile dire che l’intero esercizio è problematico. Vi sono troppi termini indefiniti e troppi buchi di logica in questo tipo di affermazione. Tuttavia, questo tipo di ragionamento è quello che guida un gran numero di dibattiti sul Wing Chun di questi tempi. Accantonando per un momento il problema dell'”autenticità” (un argomento così complesso da meritare un post dedicato), nutro seri dubbi che la pura espressione di qualsiasi possa essere collegata alla sua forma più antica (o, meglio ancora, al nostro miglior tentativo di ricrearla).

La verità è che le cose cambiano per un motivo. Storicamente parlando, tutte le arti marziali, senza eccezione alcuna, sono state costrette a reinventarsi in ogni generazione per poter sopravvivere. Ogni vero Sifu, o Sensesi, insegna ai suoi studenti a non essere un semplice clone, ma a cercare di raggiungere vette ancora più elevate e a volte accade. Come conseguenza le nostre arti cambiano, crescono e si evolvono nel tempo. Si adattano ai nuovi mercati e alle nuove condizioni economiche continuamente. Quello che fu fatto nel tardo 1700 o nel mezzo della dinastia Ming non potrà mai davvero essere replicato oggi. Occorre accettarlo e trovare dei modi differenti di definire l'”autenticità”.

Il Mito di Creazione del Wing Chun

Una delle prime cose da fare quando vogliamo avvicinarci alla storia di una qualsiasi arte marziale è separare i fatti dalla finzione. Per esempio, come dovremmo considerare le tradizioni orali presenti in quasi tutte le scuole di combattimento a mani nude? Dobbiamo scartarle in toto?

Questa probabilmente non è una buona idea. Il folklore viene trasmesso proprio perché è significativo per il pubblico. Il folklore del Wing Chun, al pari di quello di qualsiasi altra scuola di Kung Fu, riflette le esperienze vissute da coloro che hanno dedicato la loro vita a questa tradizione. Questo materiale ha un immenso valore etnografico.

Ma non è questo ciò che alla maggior parte dei praticanti di Wing Chun interessa. Ciò che vogliono davvero conoscere è: questo folklore ha un valore storico? Potrà condurmi a individuare la tomba di Wong Wah Bo o di Leung Yee Tai nei cimiteri di Guangdong se avrò la costanza di dedicarmi assiduamente a questa ricerca? Contiene degli elementi di verità sufficienti a giustificare la mia fede nell’Arte?

L’amara verità sembra essere “no”, almeno per quanto riguarda le domande di carattere storico. La versione ortodossa della storia della creazione del Wing Chun fu registrata per la prima volta da Ip Man in un momento imprecisato della metà degli anni ’60 al fine della creazione di un’organizzazione chiamata “Ving Tsun Tong Fellowship.” Il progetto non vide mai la luce. Infatti il processo di creare una propria organizzazione per il proprio marchio di Wing Chun fu molto travagliato, con numerosi stop lungo il suo cammino.

Una pagina del racconto storico delle origini del Wing Chum. Questo documento fu scritto da Ip Man ma non fu mai ufficialmente utilizzato durante la sua vita. Il documento completo può essere visionato sulla pagina web della VTAA.

Questo documento, ritrovato tra le carte di Ip Man dopo la sua morte e ora ospitato presso l’Hong Kong Ving Tsun Athletic Association (VTAA), contiene la versione base della storia di creazione del Wing Chun conosciuta da tutti. Vi è riportato il rogo del Monastero Shaolin, la fuga dei Cinque Anziani e l’istruzione di Yim Wing Chun da parte di Ng Moy per battere il bullo del mercato. Quindi narra la trasmissione, attraverso la compagnia dell’Opera delle Giunche Rosse a Leung Jan, Chan Wah Shun e infine a Ip Man. Degno di nota il fatto che, questo documento degli anni ’60 è la più antica versione documentata di questa storia di cui siamo a conoscenza. Non vi è alcuna evidenza fisica (in termini di documenti, non semplicemente di una tradizione orale che pretende di essere più antica) che questa storia fosse mai stata narrata prima.

Molte investigazioni storiche del Wing Chun adottano questo documento come punto di partenza. Tuttavia, anche una vaga famigliarità con il folklore delle Arti Marziali del Sud del Cina, indurrebbe a pensare che questo potrebbe essere un problema. Il rogo del Monastero di Shaolin (sia esso del Nord o del Sud) è un mito, non è mai accaduto. La fuga dei Cinque Anziani è un motivo tratto dal folklore delle storie di gangster. Yim Wing Chun presenta delle somiglianze sospette con le eroine guerriere delle leggende sia dell’Hung Gar che della Gru Bianca (infatti ho ipotizzato altrove che è probabilmente derivata da queste ultime). Infine vi è il problema costituito dalla stessa Ng Moy.

Situare Ng Moy nella letteratura storica

La famosa storia di Ng Moy (riferita dai figli di Yip Man) che si trova a osservare la battaglia tra un serpente e una gru è identica alla più antica, e solida, tradizione del Taijiquan. Il Taiji fu introdotto per la prima volta Guangdong durante gli anni ’20. La compara di questa storia nel canone del Wing Chun è un chiaro caso di prestito. Gli anni ’20-’30 sono il periodo durante il quale Ng Moy inizia a essere rappresentata, nella letteratura locale e nella narrativa in generale, come un’eroina piuttosto che come una criminale o una traditrice.

Ng Moy fece la sua prima apparizione in documenti scritti nelle ultime decadi del 19° secolo, nella provincia di Guangdong. Sfortunatamente, per coloro che cercano di far risalire il proprio lineage a lei, questa prima apparizione avvenne in un racconto popolare anonimo di arti marziali intitolato Shengchao ding shen wannian qing (Il Treppiede della Dinastia Sacra fiorisce, verdeggiante per diecimila anni). Dato il titolo piuttosto prolisso, la storia viene semplicemente riferita come Everlasting nella letteratura di lingua inglese.

John Christopher Hamm, nel suo studio sul racconto di arti marziali di Jin Yong (Paper Swordsmen 2005), spende qualche parola su Everlasting e sul suo impatto sull’evoluzione delle “vecchie” e “nuove” storie delle scuole di arti marziali Guangdong e Hong Kong (pag. 32-48). Everlasting era molto famoso e fu copiato (spesso plagiato) da un gran nmero di altri racconti e ha finito per fornire quasi tutta la tradizione locale sui racconti di Shaolin che hanno portato in seguito ai film e ai racconti trasmessi per radio prodotti nella regione.

Questo è un punto molto importante da enfatizzare. Non vi è nessuna prova che sia mai esistito un ampio corpo di folklore Shaolin dal quale gli artisti delle arti marziali del Sud o gli scrittori possano aver attinto. Con l’eccezione parziale costituita dalla storia delle Triadi sul rogo del Monastero Shaolin del Sud, semplicemente non esistevano “personaggi” di questo tipo nel folklore tradizionale della regione. Quello che accadde fu che qualcuno scrisse un libro sulla fuga di vari monaci Shaolin e sul tentativo dell’Imperatore di distruggerli. Questo libro ebbe così successo che ne furono fatte decine di copie. Esso creò letterlamente il genere di racconto che è giunto fino a noi.

 

Bancarella che vende romanzi popolari di arti marziali per la classe lavoratrice. Questa foto del 1948 della AP illustra l’importanza dei racconti eroici di Arti Marziali in China, anche per individui con una limitata alfabetizzazione.

Everlasting è molto importante per la questione delle origini del Wing Chun in quanto è la prima volta che viene menzionata in forma scritta. Sfortunatamente per noi, il personaggio non era la figura saggia e leale che Ip Man onora nella sua narrazione. La Ng Moy del romanzo è astuta e incline a elaborare articolati piani (un punto di continuità con la figura successiva), ma è anche un traditore. Insieme a Bakmei tradirà gli eroi Shaolin e assicurerà la loro distruzione. Difatti, uno dei temi sottostanti del racconto è la giustezza dell’autorità imperiale a fronte dell’illegalità e del caos causati dai monaci Shaolin, vagabondi e inclini alle risse. Ng Moy è un agente dell’ordine portato dal governo. Lei è letteralmente la mano dell’Imperatore. Chiaramente non è questo il tipo di personaggio che un’arte che vuole considerarsi “rivoluzionaria” come il Wing Chun metterebbe a capo del proprio lineage.

Ovviamente la definizione del concetto di “rivoluzione” e la sua desiderabilità sono elementi molto aribtrari nel folklore delle arti marziali. Negli ultimi decenni del 19° sec. il governo imperiale cinese era abbastanza popolare tra la popolazione. Indubbiamente vi erano casi di ufficiali corrotti e di rivolte contro le tasse, ma per la maggior parte delle persone il governo era visto come un baluardo contro i latifondisti e le odiate intrusioni straniere. Il Neo Confucianesimo era accettato come arbitro ufficiale della moralità pubblica e dell’ordine. Per esempio, la rivolta dei Boxer, non fu una ribellione contro il governo quanto una sollevazione di massa a sostegno di esso e contro la religione e gli interessi stranieri.

Per qualche motivo, nel folklore del Kung Fu, le “rivoluzioni” sono sempre una buona cosa. Tuttavia è abbastanza chiaro che la maggior parte delle persone che vivevano in Cina nel tardo 19° sec. non la pensavano in questo modo e non avevano in mente di deporre i Qing per restaurare i Ming. Tantomeno schierarsi dalla parte dei Taipings o del sottobosco criminale era considerato encomiabile. Questa retorica divenne popolare al tempo della rivoluzione del 1911. Essa perdurò per tutti gli anni ’40 supportata dal partito Nazionalista e dal partito Comunista (i quali volevano utilizzare la rivoluzione sociale per perseguire i propri obiettivi politici). La sua ubiquità nel folklore delle arti marziali è solo un altro tassello a supporto che ci stiamo confrontando con la cultura orale degli anni 1920-1950 piuttosto che con quella degli anni 1820-1850.

Sebbene la storia di Everlasting fu molto popolare, il finale del libro (in cui i monaci Shaolin e il governo semplicemente non potevano riconciliarsi) sembrerebbe aver turbato alcuni lettori. Forse la distruzione del Monastero Shaolin era troppo drastica, non lasciando spazio per nuove storie o evoluzioni, che era invece ciò i lettori desideravano. Sospetto che questo sia quello che molti artisti marziali vorrebbero ancora oggi, un’opportunità di far parte di questa storia per sperimentare ciò che Mircea Eliade avrebbe chiamato “tempo saro” nella forma di una storia di Kung Fu.

Il romanzo fu successivamente ripubblicato (o meglio rubato) numerose volte durante i primi decenni del 20° sec., a volte senza il suo finale. Una tra le più importanti riscritture fu un romanzo non datato pubblicato negli anni ’30: il romanzo di Jiang Died intitolato Shaolin xiao yingxiong (I Giovani Eroi di Shaolin). Esso pose le basi per la creazione della narrativa di Yim Wing Chun.

Questo lavoro manca di originalità. Molte parti del testo sono semplicemente copiate direttamente dal libro originale, pubblicato 40 anni prima. Tuttavia, in Giovani Eroi, la storia finisce che Ng Moy che riesce a negoziare una tregua tra le varie fazioni di monaci Shaolin. Invece che distruggere il tempio e schierarsi con lo stato (cosa che accadde molto più tardi nell’arco  narrativo originale), diviene la salvatrice di Shaolin. Cosa ancora più importante, è qui che lei inizia a essere associata a quei valori che rappresentavano i monaci Shaolin di Everlasting : indipendenza, testardaggine, arroganza, irascibilità, lealtà e amore per la Cina meridionale. In breve, Ng Moy fu, forse per la prima volta, trasformata in un eroe letterario. Essa divenne esattamente il tipo di figura che qualcuno come Ip Man avrebbe potuto includere nella sua narrativa. Ancora di più, essa divenne quel tipo di figura che gli studenti di arti marziali avrebbero voluto nel proprio pedigree.

La storia di Ng Moy e Yim Wing Chun continua ancora oggi ad essere popolare, diffondendosi ben oltre la comunità del Wing Chun. La riproposta del 1994 di questa storia da parte di Yuen Woo Ping è considerata un capolavoro comico.

Ricapitolando: Ng Moy non è una vecchia conoscenza del folklore regionale. Per essere più precisi la sua figura non appare in nessun documento. Essa è invece un personaggio inventato che fece la sua comparsa in un romanzo scritto alla fine del 19° sec. Inizialmente era una figura problematica e fu associata al concetto della supremazia dello stato rispetto a Shaolin (e, per estensione, alla società locale). Fu solo negli anni ’30 che la percezione della sua figura cambiò quando gli autori iniziano a rielaborare la versione classica del romanzo in modo tale che le storie potessero assumere un finale più aperto: a questo punto Ng Moy fu libera di usare i suoi piani a fin di bene e si unì ai ranghi degli eroi Shaolin.

La narrativa sul Wing Chun riportata da Ip Man non mostra alcuna conoscenza dell’originale caratterizzazione del personaggio di Ng Moy essendo concettualmente dipendente dalla versione della storia Shaolin che circolava nella forma di romanzi e di programmi radio tra gli anni ’30 e ’50. I documenti scritti ci inducono a ritenere che la storia di Ip Man deve essere stata composta non prima degli anni ’30.

Se non fu Ip Man a inventare Yim Wing Chun, chi lo fece? E perché ?

Vi è un altro aspetto di questa leggenda da considerare. Storie di questo tipo erano utilizzate per pubblicizzare una scuola. Sebbene inventate, esse avevano un importante ruolo sociale nella creazione dell’identità di gruppo e nel convogliare i valori e le esperienze fondamentali. Ip Man non era né uno scrittore professionista né un insegnante di arti marziali negli anni ’30. Non avrebbe avuto nessun motivo di creare questa storia a quei tempi. Inoltre, negli anni in cui insegnava ad Hong Kong, quella storia era già ben conosciuta e ripetuta nei miti di altri lineage.

Gli studenti di Wing Chun moderni tendono ad essere ossessionati da Ip Man tuttavia, lui e i “Tre Eroi del Wing Chun” erano delle figure piuttosto marginali nel panorama delle arti marziali di Foshan precedente la Seconda Guerra Mondiale. Chi insegnava il Wing Chun pubblicamente all’epoca era un gran numero di insegnanti per lo più dimenticati oggi. Inoltre durante il 1930 vi fu un grande aumento di interesse nell’Arte dal momento in cui iniziò l’interessamento da parte della sezione locale del Partito Nazionalista di governo. Io credo che è stato allora, con l’aumento della domanda per una storia di creazione del Wing Chun, che il mito fu inventato. Fu probabilmente realizzato incollando insieme del materiale preso in prestito dalla Gru Bianca e dall’Hung Gar, oltre che dal romanzo I Giovani Eroi di Shaolin e un’antecedente lista genealogica di nomi.

Non è chiaro chi tra gli insegnanti locali (o tra gli scrittori di giornali) compose la storia di Yim Wing Chun. Mi piacerebbe presentare le loro biografie in post separati in modo che i lettori possano cogliere meglio come dove essere la storia sociale del Wing Chun. Inoltre, queste biografie, potrebbero fornirci alcuni indizi circa la vera identità dell’autore.

Possiamo tuttavia essere relativamente sicuri che la narrativa di Yim Wing Chun non emerse prima degli anni ’30 il periodo in cui, probabilmente, Ip Man venne a conoscenza della storia. Credo che il più trascurato aspetto della discussione sia che, sebbene Ip Man possa aver trascritto la storia, egli non la trasmise mai (quantomeno non nella sua forma scritta). Ricordiamo che questo manoscritto fu rinvenuto solo dopo la sua morte. Egli potrebbe aver contemplato l’idea di darlo ad una precedente associazione, ma non lo propose mai come storia ufficiale alla VTAA.

Alcuni degli studenti di Ip Man sono profondamente presi dalla tradizione di Yim Wing Chun ma per molti questa non appare centrale per la loro comprensione del Wing Chun. Prendiamo ad esempio il libro di Bruce Lee, Il Tao del Gong Fu.  Sebbene non fu mai pubblicato durante la sua vita, rappresenta ancora una grande fonte di informazioni per gli studenti interessati nel suo sviluppo del Jeet Kune Do a partire dal Wing Chun.

 

Ip Man e il suo giovane studente Bruce Lee. In quanto star mondiale, Lee fu il maggior responsabile dell’iniziale popolarità del Wing Chun al di fuori della Cina

Alla fine del suo libro Lee fornisce ai suoi lettori americani quante più informazioni possibili relativamente alle origini e alle storie di un gran numero di differenti stili cinesi e maestro. Egli parla anche del suo insegnante, Ip Man, in termini entusiastici. Ciò che ho sempre trovato interessante è che Lee non fa mai cenno alla storia di creazione del Wing Chun. Forse semplicemente la scartò (come tanto altro) ritenendola “non essenziale”.  Ovviamente un’altra possibilità è che la storia non fosse ritenuta significativa tra gli giovani studenti di Wing Chun di Hong Kong degli anni ’50-’60.

Scoprire le origini letterarie di questo mito non è qualcosa di completamente negativo per gli appassionati di Wing Chun. Nel mostrare le sue origini recenti solleva tante domande quante ne risolve. Per esempio, questa storia fu composta tutta in una volta o in moduli successivi? Io ritengo che la genealogia dei nomi alla fine del racconto di Ip Man sia effettivamente la parte più antica della storia mentre i pezzi su Shaolin e Yim Wing Chun furono aggiunti successivamente. Che storia raccontava Chan Wan Shun ai suoi studenti circa la creazione del Wing Chun in quanto doveva necessariamente essere diversa da quella raccontata da Ip Man? E cosa dire al riguardo di Leung Jan? Il nome “Wing Chun” avrebbe significato qualcosa per lui? A che punto della sua storia l’arte insegnata da Leung Jan iniziò ad essere conosciuta come Wing Chun? Chiaramente non vi è il rischio di esaurire gli argomenti di ricerca.

 

[Se siete interessati ad approfondire l’argomento di Yim Wing Chun e il suo posto nella mitologia del Kung Fu moderno, visitate anche questo link.]

Una rara foto di Ip Man mentre gusta una tazza di Tè. Pochi occidentali sanno che il venerabile Maestro era una grande fan della cultura del cafe e che era solito spendere ore con i suoi studenti nei ristoranti locali dopo le sue lezioni.
Il Wing Chun è oggetto di studio nella Scuola di Arti Marziali Yu De Long di Torino. Se interessati, qui potrete trovare maggiori informazioni sui nostri corsi di Kung Fu per bambine/i e ragazze/i , qui potrete trovare maggiori informazioni sui corsi di Wing Chun Kung Fu per adulti, mentre  qui potrete trovare i nostri contatti.

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